Il norvegese Anders Behring Breivik è la reazione violenta della società al pensiero unico dominante, globalista, multiculturalista, internazionalista.

L’informazione di regime cerca di far passare Anders Behring Breivik per neonazista, ma in realtà Breivik descrive i neonazisti come “emarginati, irascibili e razzisti skinhead“.

Inoltre così commenta su internet: “Per me è molto ipocrita trattare musulmani, nazisti e marxisti in modo diverso. Sono tutti sostenitori di odio-ideologie” (qui Breivik non sbaglia: l’ideologia islamica odia gli infedeli, quella nazista odiava altre razze, la marxista ha alla sua base l’odio di classe).

La stessa informazione di regime ci spaccia i giovani sull’isola come “laburisti”.

In realtà ieri Glenn Beck, commentatore televisivo americano si chiedeva: “C’è stata una sparatoria a un campus politico, che sembra essere come quelli della gioventù hitleriana. Voglio dire, chi può organizzare un campo estivo per bambini dedicato alla politica?”

La risposta è facile: gli indottrinatori di sinistra, che educano i giovani fin da piccoli al belpensiero neocom internazionalista, multiculturalista, globalista, xenofilo. (il grande capitale globale, del quale la sinistra è al servizio, necessita della libera circolazione  di beni e persone).

Parliamo dello stesso belpensiero di sinistra, neocom, internazionalista, multiculturalista, globalista, xenofilo che pervade le magistrature italiana ed europea, che hanno abolito, in perfetto accordo, il reato di immigrazione clandestina introdotto dal Governo italiano. Quella magistratura che giusto ieri ha assestato un altro colpo a favore dell’ideologia globalista, multiculturalista, xenofila, abolendo il divieto, che era stato imposto dal Governo, di matrimonio con stranieri illegalmente residenti sul nostro territorio.

Ecco, Anders Behring Breivik è la reazione estremista e violenta della società al pensiero unico dominante, globalista, multiculturalista, internazionalista, che cerca di imporsi tramite i mass media (controllati, secondo Breivik, al 95% da giornalisti al servizio del pensiero unico) che diffondono la cultura e i modelli marxist/relativist/globalist/internazionalisti e con il fondamentale appoggio della magistratura che abolisce ogni norma in contrasto con il pensiero dominante.

Nelle 1.500 pagine del suo manifesto, Anders Behring Breivik si definisce un  conservatore, patriota, nazionalista, antiglobalista e anticapitalista.

Nel documento illustra il suo odio per la cultura marxista e relativista che domina l’Europa e per la società multiculturale e così scrive: 

Il problema è che l’Europa ha perso la Guerra Fredda già nel 1950, nel momento in cui ha permesso ai marxisti/anti-nazionalisti di ottenere varie posizioni di potere, puntando a denigrare il nazionalismo e a distruggere l’eredità religiosa cristiana. Il risultato è che gli atteggiamenti marxisti estremi sono quotidianamente accettati, mentre le vecchie verità del patriottismo e del conservatorismo culturale sono bollate come estremiste.”

Anders Behring Breivik che si sente un “partigiano” e non a caso nel suo documento parla di “resistenza”, ha deciso quindi di combattere (forse non da solo) la sua guerra contro il pensiero dominante ponendosi, come fecero i “veri” partigiani,  fuori dal sistema e con metodi violenti, criminali ed illegali.

Noi abbiamo scelto un’altra via, rimanendo legalmente all’interno del sistema, per combattere l’ideologia dominante marxist-relativist-globalist-internazionalista che monopolizza i nostri mass media, la tv, i giornali, le scuole e la magistratura e che cerca di uccidere la nazione e la nostra identità culturale: quella delle battaglia delle idee.

Articolo 21 Costituzione:

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

 

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Il norvegese Anders Behring Breivik è la reazione violenta della società al pensiero unico dominante, globalista, multiculturalista, internazionalista.ultima modifica: 2011-07-27T12:21:00+00:00da antikom
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